Chi siamo

Karakorum Teatro è un’impresa culturale e creativa costituita da artisti, progettisti e curatori nata nel 2013 da un gruppo di giovani attori. Opera in ambito regionale e nazionale ma ha scelto di radicarsi e di investire le proprie competenze in Varese.

Qui, in sinergia con la Pubblica Amministrazione, cura progetti di programmazione culturale, sperimenta format e nuovi linguaggi artistici, e produce spettacoli teatrali e performance nello spazio pubblico che coniugano linguaggi popolari, tematiche contemporanee e sperimentazione tecnologica.

 

Il suo lavoro nasce dallo scambio continuo con il territorio, le sue tematiche, la sua storia, le sue comunità: sviluppa progetti di public development e azioni di formazione del pubblico, progetti di drammaturgia di comunità e teatro sociale, progetti culturali di community building, progetti artistici partecipati.

Nel 2017, Karakorum ha dato vita a Spazio YAK, un centro culturale nel cuore del quartiere popolare di Bustecche (Varese) che, nonostante la sua “perifericità”, risulta essere l’unico teatro della città abitato da un nucleo artistico, la sede di un lavoro costante di programmazione, produzione e progettualità artistica.

Spazio YAK è un centro culturale ibrido e rigenerato, una residenza artistica, un laboratorio in cui il teatro dialoga con la valorizzazione degli spazi urbani, il lavoro sociale, il turismo, la formazione, l’incubazione artistica. È un laboratorio d’arte e cittadinanza, in cui la fruizione culturale è sinonimo di partecipazione, cambiamento e sviluppo per la comunità e il territorio, nonché centro di un processo di rigenerazione urbana a base culturale al quale lavora in stretta collaborazione con il Politecnico di Milano (Dastu).

È proprio in questa dimensione liquida che l’Associazione ritiene stimolante e necessario produrre arte: un’arte di frontiera, fatta insieme ai suoi stessi fruitori, nei luoghi della loro quotidianità, una cultura concreta, artigianale, fatta a mano, che sappia essere al contempo intrattenimento e cura, gioco e formazione, socialità e riflessione. 

Nel 2021, anche dietro le spinte della pandemia, Karakorum accetta la sfida di una necessaria trasformazione del proprio lavoro e della propria identità: apre le sue porte a un secondo nucleo artistico (Associazione K/La Confraternita Del Chianti) con la quale ha iniziato un percorso di progressiva fusione, ufficialmente dal 1 gennaio del 2022.

Karakorum Teatro è socia di Associazione Etre, Lo stato Dei luoghi e membro attivo della Community di Funder35.

STEFANO BEGHI
Direttore artistico, attore, regista, autore, formatore

Ho cominciato a fare teatro da grande, per caso, e adesso non riesco più a smettere.
Dopo il diploma alla Scuola di Teatro Arsenale di Milano nel 2013, avevo così voglia di teatro che ho cominciato a farlo dappertutto: sui palchi, per strada, a casa della gente, nei bar, in montagna… Ho capito che il teatro mi piace solo quando sta vicino alle persone.
Dopo anni di lavoro come animatore sociale e formatore nell’ambito del Community Building, il teatro mi ha dato la possibilità di mettere insieme le mie due anime: quello di “cambiatore del mondo professionista” e quella di creativo.
Adoro il cibo (e si vede), le camicie a quadretti, le lunghe chiacchierate e la montagna.
Detesto i tappeti rossi, il caldo (non trovate che faccia sempre troppo caldo?), rifare il letto e le cravatte.
Per il resto, tutto bene.

CHIARA BOSCARO
Autrice e project manager

Alla piramide ci sono arrivata a dorso di yak, ma poteva essere l’Orient Express o un veliero. L’ho già detto che adoro viaggiare? Ho studiato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi come autrice teatrale, ma in Karakorum mi anche occupo di creare e sviluppare progetti. Avete presente quando si dice “Servirebbe proprio un’idea”? Ecco, lì arrivo io.

MADDALENA VANOLO
Direzione organizzativa

Adoro il teatro là dove nasce, dietro le quinte, sui tavoli di una riunione, sui post-it colorati attaccati in ufficio… mi piace prendermi cura delle idee e dei dettagli che rendono un bel progetto un buon progetto. Ecco perché faccio l’organizzatrice teatrale: perché adoro stare vicina agli sguardi incantati delle persone in platea, adoro scommettere sulle cose che ancora sono solo delle idee, e, soprattutto, adoro attaccare i post-it.
(“Adoro anche le borse e le scarpe col tacco… devo scriverlo?”
“No, devi scrivere che Dopo la Laurea in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore ti sei diploma alla Civica Scuola Paolo Grassi di Milano”
“Giusto!”)

SUSANNA MIOTTO
Attrice

Da piccola sognavo di fare l’attrice per essere truccata, pettinata e indossare i vestiti dell’Ottocento. Nel mio primo spettacolo in un teatro grande e bello, ero spettinata, senza trucco e con i vestiti sì dell’Ottocento, ma da operaia di una tintoria. Però c’era qualcosa di magico, di inaspettato… qualcosa che mi ha fatto capire che là, sul palco, io stavo proprio bene.
Mi sono iscritta alla Scuola di Teatro Arsenale perché volevo imparare i segreti del mestiere, ma, come ho imparato leggendo One Piece, la cosa più importante è trovare l’equipaggio giusto con cui affrontare i mari. E lì l’ho trovato.
Ora sono qui, su una nave a forma di piramide, e sulla prua non c’è un leoncino ma uno Yak! In effetti, oltre a fare l’attrice truccata, da piccola sognavo anche di fare la piratessa.

ALICE PAVAN
Attrice

Come la mia celeberrima omonima, mi do sempre dei buoni consigli, ma poi li seguo raramente… E infatti ci ho messo parecchi anni prima di ascoltare quella vocina interiore (una delle tante Alice che mi abitano) che mi diceva: “Quanto mi piace stare sul palcoscenico, fallo sempre, per sempre, ovunque!”. Ho fatto la Scuola di Teatro Arsenale e ho scoperto che tutte le mie Alice potevano uscire, e un giorno potevo essere la pilota di uno shuttle, un altro giorno un’intrepida amazzone, potevo essere buona, anziana, cattiva, indossare baffi, nasi rossi, grosse e buffe imbottiture senza perdere mai la certezza conquistata: il teatro è un gioco serio!

MARCO PRESTIGIACOMO
Musicista

La sua regina è la sperimentazione. Nel 1988 arrivò la prima chitarra ma la svolta avvenne nel 1996 con la cultura hiphop, due piatti ed un mixer. Poi il primo campionatore, la prima chitarra elettrica, il blues, la natura, il rock psichedelico, il fingerpicking, il funk, i Pazzi Del Bosco, le accordature aperte, la natura, il raggae, i sintetizzatori, le sonorizzazioni. Insomma un incrocio di generi e strumenti che solo la continua sperimentazione può supportare. Una strada ancora tutta da percorrere!

RICCARDO TROVATO
Attore e grafico

Mi chiamo Riccardo e ho 22 anni. Sono il più piccino della squadra! Ehm… Mi verrebbe da dire il “pulcino” della squadra, come usualmente si dice per una squadra di calcio. (Ma gli Egiziani giocavano a calcio nelle loro piramidi? Questo io proprio non lo so.)
Quello che so è che nella nostra piramide giochiamo al gioco del Teatro. Era il mio gioco preferito, trasformato ora, nel mestiere della mia vita.
Altro da dichiarare? Diplomato alla Scuola Teatro Arsenale, sono un gran chiacchierone e…adoro il giallo! Coincidenza? Credo proprio di no!