Il teatro al ristorante per chiamare il pubblico per nome
04/08/2016

Artisti professionisti che propongono cene con delitto... fare intrattenimento, andare fuori dai teatri: perché?

 

Il teatro da molto tempo è un luogo disertato: è il luogo del difficile, del noioso, del lontano dalla vita quotidiana e sicuramente non fa esplodere elicotteri in una tempesta di vetri rotti e proiettili mentre Bruce Willis salva il mondo.

 

Scegliere di lavorare in un territorio e di dialogare con esso purtroppo vuol dire scontrarsi anche con questo fenomeno, ed è piuttosto chiaro che noi, contro Bruce Willis non possiamo competere... e allora, come far tornare quel pubblico a teatro?

Forse sbagliamo, ma crediamo che il primo passo dobbiamo farlo noi artisti: uscendo dai templi dell'arte e portando il teatro (cioè quella cosa in cui c'è un attore che puoi toccare, annusare e magari pure mandare a quel paese) nei luoghi frequentati da chi vogliamo intercettare, da coloro a cui ci piacerebbe stringere la mano e dire "piacere, io faccio teatro...".

 

Onorando la tradizione Italiana per cui i grandi cambiamenti della storia si fanno attorno a un tavolo, con degli spaghetti nel piatto e un bicchiere colmo di vino, andiamo a trovare il pubblico al ristorante e gli raccontiamo perché, secondo noi, è possibile tornare a fare un teatro che parli davvero a tutti, spazzando via le decine di livelli intellettuali che coprono il messaggio di quelle barriere che fanno un po' paura...

 

Una cosa è sicura: non c'è miglior modo di creare nuovo spettatore che chiamarlo per nome e si sa: a pancia piena si diventa amici (e questo Bruce Willis non lo sa fare)!

#spostiamolecose, ma prima di tutto, spostiamoci da soli!