MASTERCLASS DI DRAMMATURGIA

RI-SCRIVERE COME TESTORI

In occasione della messinscena a Varese di due testi di Giovanni Testori: “La monaca di Monza” e “I promessi sposi alla prova”, Karakorum Teatro propone un progetto di scrittura teatrale a partire dal lavoro del maestro Giovanni Testori.

Il laboratorio si pone l’obiettivo di risvegliare le nostre necessità vitali e drammaturgiche: facendo risuonare dentro di noi simboli e parole che attraversano i grandi classici della letteratura con cui anche Testori si paragonò, troveremo le potenzialità per creare una scrittura originale.
Impariamo cioè da Testori come si può tra-dire un testo.

Oltre al laboratorio di scrittura, i partecipanti avranno modo di:
– vedere gli spettacoli “La monaca di Monza”, “I promessi sposi alla prova” al Teatro Apollonio di Varese,
– veder rappresentati in una mise en espace i testi che produrranno durante il laboratorio.

PER CHI: I destinatari sono drammaturghi, attori e registi o aspiranti tali che intendano trovare un proprio linguaggio originale nella scrittura drammaturgica.
Il laboratorio potrà essere oltremodo interessante per chi abbia vissuto esperienze di plurilinguismo culturale (intendendo per lingua anche l’idioma dialettale).
I partecipanti potranno essere al massimo 15.

QUANDO: Il laboratorio si svolgerà dalle 10 alle 18 nelle seguenti domeniche:
12 e 26 gennaio – 9 e 23 febbraio – 8 e 29 marzo
Il 29 marzo avrà luogo la mise en espace dei testi. Nei giorni precedenti si svolgeranno le prove.

COSTO: 250€ (comprensivi di tessera associativa)

ISCRIZIONI > Per iscriverti manda una mail a info@karakorumteatro.it indicando nome, cognome e recapito telefonico.

CON CHI: Angela Dematté. attrice e drammaturga pluripremiata per i suoi testi originali e i suoi progetti di spettacolo. Da dieci anni nella sua ricerca drammaturgica affronta il problema del linguaggio.
Nata e cresciuta a Trento, dopo la maturità si trasferisce a Milano dove si laurea in Lettere Mo-derne e si diploma all’Accademia dei Filodrammatici. Fa l’attrice per alcuni anni, alternando progetti personali a lavori da scritturata. Nel 2009 incontra la storia di Mara Cagol e inizia la sua atti-vità di drammaturga per raccontarla. Il testo si chiama “Avevo un bel pallone rosso” e vince il 50esimo Premio Riccione e il Premio Golden Graal Astro nascente per il teatro. Il lavoro è messo in scena da Carmelo Rifici, con il quale inizia un rapporto di collaborazione e profonda ricerca che dà alla luce alcuni spettacoli: “L’officina- storia di una famiglia”, il progetto “Chi resta” (scritto con Renato Gabrielli e Roberto Cavosi), “Clitennestra o la morte della tragedia” per Elisabetta Pozzi, “Il compromesso”, scritto per gli allievi dell’Accademia dei Filodrammatici. Con lo stesso regista scrive nel 2016 “Ifigenia, liberata” prodotto dal LAC di Lugano e dal Piccolo Teatro di Milano. Negli stessi anni lavora su altri progetti: “Stragiudamento” e “Lungh ‘me la Fabrica del Domm” (regia di Andrea Chiodi), “Stava la madre” (vincitore dei Teatri del Sacro, regia di Sandro Mabellini) , “Guida estrema di puericultura” scritto con Francesca Sangalli (finalista premio Dante Cappelletti, regia di Renato Sarti). Nel 2014 lavora al progetto “Mad in Europe”, che vince il Premio Scenario 2015 in corrispondenza della nascita del suo terzo figlio. Lo spettacolo arriva anche secondo al Premio So-nia Bonacina. Nel 2017 lavora alla traduzione de “La bisbetica domata” di William Shakespeare per la regia di Andrea Chiodi.
Il suo lavoro è stato pubblicato in Italia (Editoria & Spettacolo, CuePress) e in Francia (Les solitai-res intempestifs). “J’avais un beaux ballon rouge” è in scena in Francia, Svizzera, Belgio e Lus-semburgo per quattro stagioni con la regia di Michel Didym, premio Palmarès Coup de coeur per gli interpreti Richard e Romane Bohringer.