PREFERIREI DI NO

Le storie dei dodici professori che si opposero a Mussolini

 

L'8 ottobre 1931 venne pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale, il testo di un giuramento di fedeltà al regime fascista: tutti i professori universitari del regno d'Italia erano invitati a sottoscrivere il giuramento. Chi non firmava veniva deposto dall'incarico, oppure mandato in pensione, in ogni caso cacciato. Nel 1931 c'erano oltre 1200 professori di ruolo nelle regie università italiane. Di questi, 12 non giurarono.

 

 

Di Riccardo Mini
Ispirato all'omonimo saggio storico di Giorgio Boatti
Con Stefano Beghi, Vittorio Fulgoni, Diego Maffezzoni e Matteo Sanna
Musiche dal vivo di Diego Maffezzoni e Stefano Beghi
Scene a cura di KarakorumTeatro

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L’imposizione del giuramento rappresentò una ferita per ogni libera coscienza, alla quale i 12 risposero con la singolare forza della loro testimonianza. Diversi per estrazione sociale e radici culturali, cattolici e anticlericali, socialisti e liberali, repubblicani e monarchici, i dissidenti erano apparentati da una grande moralità e da un’indole fuori dal coro: rifiutarono un giuramento contrario alla loro coscienza e all’ideale di libertà con il quale erano cresciuti.

 

Si vuole raccontare questa parentesi silenziosa della storia italiana, che non si conclude con eroi capaci di cambiare le sorti della nazione ma che è in grado di mostrarci l’umanità di coloro che seppero pronunciare un no per onestà intellettuale, un no che rappresenta, ancora oggi, un grande esempio di civiltà.

 

Tredici quadri raccontano questa vicenda ripercorrendola in modo dinamico, attraverso scritti originali dell’epoca, resoconti e rielaborazioni di voci diverse. Le motivazioni dei molti sì si contrappongono ai dodici no e accompagnano il pubblico, con amara ironia, a interrogarsi riguardo a cosa avrebbe fatto in quella difficile situazione. 

 

Lo spazio, costruito con elementi scenici minimi, si modifica continuamente anche grazie al lavoro corale degli attori per lasciare centralità alla narrazione che trova i suoi riferimenti stilistici nel racconto per immagini, il dialogo drammatico, i cantastorie, la buffoneria, il racconto in musica, la fiaba, fino ad affondare le radici nella narrazione dell’aedo.