SPAZIO YAK // Residenza artistica

Teatro, Residenza Artistica e Spazio

Il segreto sono le monetine, adesso lo sanno. Glielo ha spiegato un senzatetto tunisino, qualche giorno fa […] ha detto: «Le monete le devi tenere da conto. Io avevo un cassetto a casa, e ogni sera ci mettevo dentro tutte le monete della giornata» e ha continuato […] «alla fine il cassetto si è sfondato!». Poi si è fermato come se un pensiero importantissimo gli avesse puntato una calibro 38 alla schiena. «Ma voi, ragazzi, ce l’avete un cassetto?».
(Estratto del capitolo Homeless, Il territorio in scena – Dieci anni di residenze ETRE, a cura di Stefano Laffi e Andrea Maulini, FrancoAngeli)

Abbiamo scritto queste parole quando ci hanno chiesto di raccontare la nostra residenza artistica. Perché quando pensiamo alla nostra casa il primo pensiero che ci viene in mente è di quando una casa non ce l’avevamo. Una residenza artistica non è solo un teatro. E’ un gruppo di artisti che decide di abitare un territorio, di restare, dialogare con le persone che lo abitano e riportare il teatro al suo scopo più semplice: raccontare una comunità. Anche oggi che un edificio che si chiama teatro ce l’abbiamo non lo dimentichiamo: il teatro non si chiude fra quattro mura, esce in strada e attraversa le vite degli abitanti. Per questo il nostro non si chiama teatro ma spazio: perché per noi il confine è solo un punto di vista.

Dov’è Spazio Yak?

Spazio Yak è un edificio a forma di Piramide al centro di piazza Fulvio De Salvo, al numero 6, nel quartiere Bustecche, a Varese. Dalla strada si notano due grossi Yak arancioni agli ingressi, non si può sbagliare!

I vicini di casa: il quartiere Bustecche

Abbiamo scelto di vivere nel quartiere di Bustecche a Varese e sin dall’inizio abbiamo deciso di incontrare, conoscere e coinvolgere i nostri vicini nel nostro lavoro. Per farlo abbiamo passeggiato per le strade, chiacchierato con chi è venuto a darci il benvenuto e scoperto cosa mancava al nostro quartiere.
Da questa esperienza sono nati progetti di partecipazione per bambini, famiglie, giovani, anziani, gente venuta da lontano e persone che qui ci sono nate, per raccontare e raccontarci l’identità del posto che ci piace chiamare casa.