TREMPLAN

Racconto partecipato online

Di Chiara Boscaro

COME FUNZIONA?

Tremplan è un racconto che si costruisce insieme ai lettori. Ogni due settimane verrà pubblicato un capitolo, il cui finale sarà aperto: toccherà a voi completarlo!
Ecco come fare:
1. Leggi il nuovo capitolo su questa pagina (esce ogni due martedì)
2. Vai sulla pagina BACHECA
3. Scrivi il tuo finale nel form che trovi in fondo alla bacheca (ATTENZIONE: MAX 500 CARATTERI SPAZI INCLUSI)
4. Selezione la categoria “TREMPLAN – racconto partecipato”

Hai tempo fino al martedì successivo alla pubblicazione per inviarci il tuo finale. Sette giorni in cui spremere le meningi e costruire un finale coi controfiocchi!

Tra le proposte, selezioneremo il finale più creativo, che diventerà ufficialmente parte della storia. Al creatore del finale più bello faremo una piccola intervista, e potrà sentire le sue parole nel PODCAST del racconto.

LA TRAMA

Due sorelle si ritrovano dopo molti anni, in occasione della morte del nonno. Elisa è sempre rimasta nella sua Varese, e ha accompagnato il lento declino del nonno causato dall’Alzheimer. Gaia invece rientra dalla Gran Bretagna, dove vive stabilmente. Terminati i funerali e salutati i parenti, devono occuparsi di svuotare la casa del nonno per poterla mettere in vendita. Gaia vuole fare in fretta, per tornare il prima possibile in Gran Bretagna, mentre Elisa fatica a staccarsi dalle cose della famiglia.
Arrivate in soffitta, le due sorelle scoprono una valigia piena di carte, fotografie, oggetti, progetti: sono i ricordi di una vita, che piano piano fanno loro scoprire eventi dimenticati di una vita eccezionale.

CAPITOLO 1

CAPITOLO 1
BUONI PROPOSITI

“Perché non me ne sono tornata subito a Londra, perché?!” questo si chiede Gaia.
Gaia ed Elisa sono sorelle, anche se la prima adesso vive in Gran Bretagna e parlarsi su Skype non è come condivedere la stanza azzurra al terzo piano di Viale dei Tigli. Il nonno è mancato da pochi giorni, Gaia è saltata sul primo aereo per l’Italia e, adesso che la piccola cerimonia è finita e hanno salutato da sotto la mascherina gli sparuti conoscenti, quello che resta loro è una grande casa da svuotare e vendere.
Il prima possibile.
Ottantatre anni di vita, di oggetti, di ricordi…
“Lisa, guarda qui!”
Gaia emerge dall’armadio con una scatola colma di mattoncini colorati.
“… I nostri giochi! E ci sono le figurine, i pupazzi, pure i libri di scuola del papà!”
Lisa la implora di procedere con ordine. Lei è sempre stata quella disciplinata, quella pratica.
Gaia, invece, è quella delle liste impossibili.
“Giusto, lo metto nella lista dei propositi per l’anno nuovo. Andare con ordine. Ma quale
ordine?”
Lisa le mostra le scale per la soffitta.
Gaia fa spallucce, a lei basta tornare presto dal suo gattone a strisce, lasciato in balia della coinquilina coreana. Da qualche parte ha letto che in Corea i gatti li mangiano, ma Ji-eun è vegana. È vegana, vero…?!
Una nuvola di polvere la riporta alla realtà. La soffitta è buia e scricchiolante.
“Chissà da quanti anni il nonno non andava su.”
Lisa le racconta della badante Olga, delle nottate trascorse sulla poltrona accanto al letto dell’anziano, delle litigate ogni volta che cercavano di spostare o pulire qualcosa.
“Mi dispiace non esserci stata. Perché non me lo hai mai detto?”
La sorella cambia argomento. E quando Lisa cambia argomento, non si può tornare indietro.
Tira fuori ancora quella strana parola sospirata dal nonno appena prima di….
“Me l’hai detto. Me l’hai detto. Tremplan”.
Che ci si immagina sempre una parola importante, come ultima parola di uno che se ne va, ma questa? Cosa vuol dire Tremplan? Forse uno scherzo? Forse un delirio?

Gaia inciampa, impreca e si ritrova con il naso a pochi centimetri da un grosso baule, ringraziando il sistema sanitario nazionale per il richiamo dell’antitetanica appena fatto.
Il baule sembra pieno e pesantissimo. Ci si devono mettere in due per riuscire a sollevare il coperchio. Dentro ci sono foto, quaderni scarabocchiati, lettere, medagliette… Gaia aggiunge alla lista mentale dei buoni propositi quello di liberarsi di tutti gli averi, poi si ricorda che i suoi averi ammontano a un gatto e due paia di scarpe, e cancella il proposito dalla lista.
“Io dico che buttiamo tutto, Lisa. Così com’è. Va bene che aveva l’Alzheimer, ma il nonno non
si sarebbe dimenticato dei soldi qui dentro.”
La sorella le lancia un’occhiataccia, si siede e le passa un mucchietto di carte. Gaia sospira, preparandosi a una lunga giornata.
“Scontrino illeggibile. Scontrino illeggibile. Lista della spesa. Cartolina da Rimini di… Ignazio.
Conosciamo Ignazio? No. Passami il sacco.”
Gaia strappa le carte e le getta nel sacco.
“Multa. Bollette della luce anno… 1981. Sacco.”
Le bollette seguono la sorte delle altre carte.
“Propositi per l’anno nuovo…”
Le sorelle si scambiano un sorriso d’intesa.
“Ecco da chi ho preso. Vediamo l’anno… 1974. Allora. Numero 1. Svegliarsi prima. Concordo. Il mattino ha l’oro in bocca. Numero 2. Aggiustare il mobiletto del bagno. Questo non l’ha mai fatto… ti ricordi quando è crollato addosso a papà? Numero 3. Avviare costruzione Tremplan. Vedi progetto 16bis.”
“Progetto 16bis? E che sarà mai?”
“Non ne ho idea. Numero 4 Lasciare a Gaia e Lisa le istruzioni per Tremplan in un luogo sicuro, per quando io non ci sarò più.”
“Ma sei sicura che ci sia scritto proprio così?”
“Certo. Leggi tu stessa.”
Gaia passa il foglio a Lisa, che rimane impietrita: son proprio i loro due nomi, scritti in stampatello maiuscolo e sottolineati.
“Numero 5 Adottare un cane dal canile municipale. Meglio se malconcio.”